Juan Mata sarà ufficialmente un giocatore del Manchester United, esordirà martedì in Premier League  contro il Cardiff e vestirà la leggendaria maglia numero 7. La squadra guidata da David Moyes ha così messo a segno la seconda mossa di mercato più costosa nella gloriosa storia dei Red Devils di Manchester.
Del resto la squadra inglese non ha mai badato a spese quando si è trattato di far sua a tutti i costi una stella del calcio mondiale; in cima alla classifica dei trasferimenti più cari nella storia dei diavoli rossi c’è il difensore Rio Ferdinand strappato al Leeds United per 46.000.000 di euro; alle spalle del nazionale inglese e della nuova stella spagnola dell’Old Trafford in terza posizione c’è una vecchia conoscenza del calcio italiano, Juan Sebastian Veron, arrivato dalla Lazio per 42.600.000 di euro.

Un grande colpo di mercato

Il Manchester United verserà al Chelsea le bellezza di 37,1 milioni di sterline, quasi 45 milioni di euro, ed era dal 2008 con i 38 milioni di euro pagati al Tottenham per Berbatov che i Red Devils non mettevano mano così pesantemente al portafoglio. Mata ha superato oggi le visite mediche con la sua nuova squadra ed è già entusiasta di potersi aggregare con i nuovi compagni. “Sono stato molto bene negli anni al Chelsea ma ora è giunto il momento per una nuova sfida. Lo United è il posto perfetto per me – ha detto Mata – e sono eccitato dalla possibilità di fare parte della prossima fase della storia del club”.

I Blues ci guadagnano 13 milioni di sterline
I Blues ci guadagnano 13 milioni di sterline

Il guadagno dei Blues

Dal canto suo il Chelsea ha generato un profitto pari a 13 milioni di sterline con la cessione del venticinquenne esterno spagnolo che ha voluto ringraziare apertamente i tifosi dei Blues con una lettera molto intensa nella quale ha voluto sottolineare come il suo intento sia sempre stato quello di rimanere a lungo a Stanford Bridge, ma che gli ultimi sei mesi sono stati troppo complicati per poter dare un seguito all’avventura nel club del magnate Abramovich.