Terminata la fase a gironi, la Champions League conta le illustri “vittime” sul campo e celebra le squadre passate agli ottavi di finale. Mentre allenatori, giocatori e tifosi festeggiano o sono delusi, qualcuno inizia a fare i conti di questa campagna europea. Proviamo a metterci alla scrivania dei direttori finanziari dei club coinvolti per vedere quanto ha fin qui fruttato la Champions ai partecipanti.

E’ un conteggio che si può finora realizzare in base ai risultati sportivi, ma è ovviamente parziale. Il meccanismo di ridistrubizone dei ricavi, stimati dalla Uefa in 1,34 miliardi per la corrente stagione, prevede infatti una parte fissa e una variabile. Dedotte alcune voci dalla cifra iniziale, la Uefa assegna 500 milioni circa in pagamenti fissi (che scattano con il passaggio dei preliminari, a seconda delle performance e con i bonus qualificazioni) e suddivide 409,6 milioni in base al bacino dei diritti televisivi, il cosiddetto “market pool”. Per forza di cose, dunque, al momento è possibile conteggiare la prima somma, anche se per le squadre italiane C&F ha realizzato una stima complessiva (leggi l’articolo) che assegna al Milan 42 milioni (che potrebbero incrementare con un eventuale passaggio ai quarti), alla Juventus circa 41 e al Napoli 39.

Tornando alla distribuzione della quota fissa legata alla performance sportiva, il meccanismo è il seguente: a ognuna delle 20 squadre che hanno partecipato agli spareggi sono stati garantiti 2,1 milioni. Volendo restringere il campo solo alle squadre qualificate si tratta di: Austria Vienna, Basilea, Viktoria Plzen, Celtic, Steaua Bucarest, Real Sociedad, Schalke 04, Zenit, Milan e Arsenal. Queste si sono portate ai gironi una piccola dote. Alle 32 squadre che hanno partecipato alla fase a gironi è poi spettato un assegno di base da 8,6 milioni. Il bonus-performance durante le sei gare della fase a gironi è stato così assegnato: 1 milione per le vittorie e 500mila euro per i pareggi. Infine, le squadre qualificate agli ottavi si sono garantite altri 3,5 milioni.

Dopo i responsi della prima fase si può notare come l’Arsenal sconfitta al San Paolo, ma qualificata per la differenza reti grazie al 3 a 0 dell’andata, vanti la situazione migliore. Questo grazie al bonus del playoff, che non a caso proietta anche Milan e Schalke sul podio, pur essendo squadre passate come seconde classificate e con un numero esiguo di vittorie. In sostanza, passare il turno partendo dai preliminari arricchisce il reddito da Champions. Chi ha la palma di capitale economica della Champions, per puri meriti sportivi, è senza dubbio Madrid: Atletico e Real hanno realizzato il percorso migliore (con 5 vittorie e nessuna sconfitta), che garantisce loro 17,6 milioni senza il bonus degli spareggi.

Segue il terzetto composto dalle due squadre di Manchester e dal Bayern Monaco, anche in questo caso senza l’ausilio dei 2,1 milioni dell’estate. Tra le altre, spicca la mesta posizione della Juventus in coda alla graduatoria, con conseguenti possibili impatti negativi per la gestione dei tanti campioni in rosa (l’articolo di C&F sulla possibile cessione di un top player). Menzione anche per l’Olympique Marsiglia, che chiude tristemente senza neanche un punto in graduatoria nel girone del Napoli e si porta a casa il solo assegno per la partecipazione alla fase a gironi.

Champions distribuzione ricavi fissi dopo fase a gironi

Il prosieguo del cammino in Champions mette ora in palio 3,9 milioni per il passaggio ai quarti e 4,9 milioni per le semifinali. Sollevare la Coppa garantirà altri 10,5 milioni, 6,5 arriveranno in caso di sconfitta all’ultimo atto. Ben diverso il cammino che attende la Vecchia Signora e il Napoli in Europa League, dove l’assegnazione della parte fissa dei premi prevede 350mila euro per i sedicesimi, 450mila euro per gli ottavi e 1 milione per le semifinali. In caso di vittoria, previsti 5 milioni aggiuntivi al termine della serata che sarà ospitata proprio a Torino (mentre alla finalista perdente andranno 2,5 milioni).

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