Sergey Galitskiy, patron del Krasnodar
Sergey Galitskiy, patron del Krasnodar

Mettete in un cassetto l’idea del magnate russo alla Roman Abramovic, capace di spendere 1 miliardo di dollari in un decennio per portare il Chelsea sul tetto del mondo attraverso la caccia ai migliori tecnici e calciatori in giro per il globo. In Russia c’è un Paperone che ha lo stesso sogno del patron della squadra londinese, ma ha individuato una strada diversa per raggiungerla. Si tratta di Sergey Galitskiy, l’uomo che in meno di vent’anni ha portato OAO Magnit alla leadership nel retail russo: una capitalizzazione di mercato di 31 miliardi di dollari, quasi 7mila negozi, 152 ipermercati e 677 punti vendita di cosmetici che generano un fatturato di circa 18 miliardi.

Tutto questo ha significato una crescita esponenziale della fortuna personale di Galitskiy, che secondo il Bloomberg Billionaires Index sfiora i 14 miliardi di dollari: è al 70esimo posto mondiale, sopra lo stesso Abramovic. Nel 2008, Galitskiy ha creato l’FC Krasnodar, portandolo in poco tempo (e 250 milioni di investimenti) a competere con i top club russi. La scorsa stagione si è chiusa con il quinto posto, che è valsa il titolo di squadra rivelazione anche secondo la Uefa, e con la conquista del palcoscenico europeo. “Non stiamo rincorrendo un boom improvvisato”, spiega in un’intervista a Bloomberg, raccontando dell’accademia-campus modello che ha realizzato per coltivare una generazione di fenomeni in grado di imporre il suo club sulla scena domestica e internazionale. “Nel business come nel calcio non abbiamo fretta di porci obiettivi. Il nostro scopo era di capire come muoversi e quindi farlo gradualmente”.

Per Nikolay Kovalev, analista di Vtb Capital, Galitskiy sta facendo nel calcio quello che ha fatto con Magnit: “Non fa acquisizioni pazze da decine di milioni per comprarsi la superstar, ma investe in infrastrutture per crescere i talenti in casa”. In effetti la sua accademia, per la quale l’investimento iniziale è stato di ben 80 milioni, è un gioiello da 20 ettari che oltre ai campi da gioco ha sale lettura, stanze per giocare a scacchi, piscina. L’offerta è estesa ai ragazzi tra i 12 e i 17 anni che vengono reclutati in una ventina di scuole sponsorizzate e che coprono la fascia d’età precedente, dai 6 ai 12 anni. Per il magnate “il successo nel calcio è impossibile senza una preparazione accademica”, e spera di avere un team composto intermente di calciatori laureati.

Oltre ai soldi già investiti, Galitskiy ha messo sul piatto altri 250 milioni per costruire uno stadio da 34mila posti, da inaugurare per la stagione del 2015 eppure escluso al momento dalla lista dei Campionati del mondo del 2018. Proprio in quell’anno dovrebbe uscire la prima “infornata” di talenti della sua accademia, mentre la squadra è riuscita finora ad ottenere ottimi risultati con investimenti mirati (anche su giocatori brasiliani in cerca dell’esplosione). Magari quella nidiata di giovani talenti darà lustro alla nazionale russa davanti al pubblico dei connazionali.