img1024-700_dettaglio2_Procura-NapoliUna nuova Calciopoli? È presto per dirlo. Di sicuro però l’inchiesta Calcio Malato avviata lo scorso ottobre dalla Procura di Napoli e che ieri, con il blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di 41 società di Serie A e B e serie minori, è venuta fragorosamente allo scoperto, potrebbe mettere a dura prova la tenuta dell’intero sistema calcistico italiano.

Non solo sotto il profilo dell’immagine, già compromessa a seguito dello scandalo scommesse, ma anche per i riflessi che gli sviluppi dell’indagine potrebbero avere per la giustizia sportiva (l’articolo 8 del regolamento Figc riguarda le violazioni in materia gestionale ed economica) e per la tenuta economico-finanziaria degli stessi club coinvolti.

Per ora l’inchiesta, condotta dai pm Antonello Arditturo, Stefano Capuano, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e coadiuvati dal Nucleo di Polizia Tributaria della Gdf di Napoli, sembra circoscritta a ricostruire i rapporti professionali tra società di calcio e i calciatori direttamente e indirettamente assistiti da Alessandro Moggi (figlio dell’ex direttore generale della Juventus, Luciano) e Alejandro Mazzoni, il procuratore argentino dell’ex attaccante del Napoli, ora al Paris Saint Germain, Ezequiel Lavezzi.

I due sono indagati, assieme ad altre dieci persone, per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale mediante sistematica fatturazione di operazioni inesistenti. Ma il perimetro dell’inchiesta potrebbe estendersi. L’indagine era infatti partita esaminando il contratto dell’attaccante argentino della scuderia Mazzoni, Cristian Gabriel Chavez, portato al Napoli nel 2011 dalla seconda divisione del Paese sudamericano e tornato in patria dopo un paio di apparizioni.

Dagli accertamenti successivi alla prima acquisizione di documenti, avvenuta in ottobre presso le sedi del Napoli, della Filmauro e della Federcalcio, sarebbero però emersi elementi ritenuti utili ad allargare lo spettro delle verifiche a numerose operazioni e, soprattutto, ad altre 40 società tra Serie A, B e Lega Pro. Non per nulla nella giornata di ieri gli uomini della Gdf (oltre 150 finanzieri appartenenti a diversi nuclei di tutta Italia) hanno acquisito documenti nelle sedi dei club, tra cui Napoli, Juventus, Milan, Inter, Lazio, Roma e Fiorentina.

I pm intendono infatti accertare non solo le modalità di trasferimento dei calciatori (Lavezzi, Nocerino, Mutu, Denis, Sculli, tra gli altri) e la sottostante attività di intermediazione dei procuratori, con possibili pagamenti estero su estero in violazione della normativa fiscale italiana, ma anche la gestione del patrimonio aziendale dei club, le modalità di inserimento in bilancio dei giocatori professionisti, le eventuali transazioni intercorse tra le diverse società calcistiche con finalità spalma-debiti, la gestione dei diritti di immagine e dei diritti tv. Una sorta di maxi-audit dei bilanci delle società di calcio che, se condotto fino in fondo, potrebbe avere conseguenze imprevedibili anche per gli stessi club.

Per ora dalle sede della Lega di Serie A (dove domani si terrà l’assemblea annuale) viene fatto notare che l’indagine sembra riguardare l’attività di procuratori sportivi e si esprime fiducia sulla correttezza dell’operato dei club. «Le società sportive», si legge in una nota della Lega di Serie A, «hanno offerto la massima collaborazione e la Lega di Serie A non ha ragione di dubitare della correttezza dei comportamenti delle proprie associate». Cautela anche da parte dell’Associazione Calciatori, il cui presidente Damiano Tommasi sottolinea che l’inchiesta veda coinvolti soprattutto i procuratori. «Ci sono ancora pochi elementi per valutare la portata dell’indagine. È una questione che riguarda più l’aspetto finanziario, che non quello sportivo», ha concluso Tommasi.

1 COMMENTO

  1. […] L’inchiesta che ha portato ai provvedimenti cautelari nasce nel 2012 quando la Gdf acquisì i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Partendo da quella attività, nove mesi dopo, i finanzieri si sono presentati nelle sedi di 41 società di serie A e B per acquisi… […]