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programmi calciomercato 31 agosto 2017
(foto Insidefoto.com)

Contributo di solidarietà – Il calciomercato sta entrando nel vivo, e fino al 17 agosto non si parlerà di altro. Poi si passerà al calcio giocato ma fino a quel momento l’attenzione sarà su possibili trattative e operazioni concluse.

Come sottolineato più volte, nelle operazioni di calciomercato bisogna considerare diversi e molteplici intrecci che possono influire sul buon esito di un’operazione. Dopo aver affrontato il tema degli oneri accessori, ci soffermiamo su un ulteriore aspetto da tenere in considerazione in sede di trattativa: il contributo di solidarietà.

Secondo le norme della FIFA per lo status e il trasferimento dei calciatori, “Se un calciatore professionista si trasferisce nel corso di un contratto, il 5% di qualsiasi compenso, ad eccezione dell’indennità di formazione, corrisposto alla società precedente deve essere detratto dal totale di tali compensi e distribuito dalla società di destinazione come contributo di solidarietà al/alle società che hanno provveduto alla formazione e all’istruzione del calciatore nel corso degli anni. Tale contributo di solidarietà tiene conto del numero di anni (calcolato in proporzione se inferiore a un anno) durante i quali il calciatore è stato tesserato per la/le società in questione nelle stagioni comprese tra il 12° e 23° anno di età”.

Il contributo equivale al 5% del prezzo pattuito dalle due società per il trasferimento secondo delle aliquote stabilite. Pertanto, deve essere la società di destinazione a provvedere al pagamento del contributo di solidarietà alle squadre cui spetta il compenso. Questa percentuale deve essere dedotta dal totale del trasferimento, e quindi risulterebbe a carico della società cedente.

Nascono, in sede di trattativa, controversie a riguardo e accade spesso che l’accordo preveda che sia la società acquirente a farsi carico del contributo. Come accaduto, per esempio, in sede di accordo tra il Real Madrid e la Juventus per il trasferimento di Cristiano Ronaldo.

I blancos, secondo le norme avrebbero ricevuto 100 milioni di euro, cui sottrarre i 5 milioni relativi al contributo da versare a Nacional Madeira, Sporting Lisbona e Manchester United, ricevendo un netto di 95 milioni per la cessione del fuoriclasse portoghese.

Secondo gli accordi tra le due società, invece, saranno i bianconeri a farsi carico di questo costo.

Contributo di solidarietà – Un esempio pratico

Di seguito si riporta una simulazione.

Si ipotizza che la società A e la società B accordino un prezzo per il trasferimento pari a 10 milioni di euro, e che lo stesso calciatore abbia un’età superiore a 23 anni per semplicità. Lo stesso giocatore, si presume sia stato tesserato per una squadra C fino al 19° anno di età e per una squadra D fino al 23° anno di età. Questa sarebbe la ripartizione:

Pertanto, a ciascuna società per cui il calciatore è stato tesserato dal 12° al 23° anno di età, spetta una quota secondo lo schema presentato nel prospetto di cui sopra. Questo costo viene spesato a conto economico, tra gli altri oneri, dalla società che lo sostiene.

Il regolamento FIFA indica anche i termini di pagamento, precisando che “La Società di destinazione è tenuta a versare il contributo di solidarietà alla/alle società che hanno provveduto alla formazione del calciatore in conformità ai disposti di cui al presente Allegato entro e non oltre 30 giorni dal tesseramento del calciatore ovvero, nel caso di pagamenti rateali, entro 30 giorni dalla data dei singoli pagamenti”.

Inoltre, sempre secondo le norme, “Qualora non fosse possibile stabilire un legame tra il calciatore professionista e alcune delle società che lo hanno formato entro 18 mesi dal trasferimento, il contributo di solidarietà deve essere corrisposto alla Federazione (alle Federazioni) del Paese (o dei Paesi) in cui il professionista ha ricevuto la sua formazione. Detto contributo sarà destinato a programmi di sviluppo del calcio giovanile nella Federazione (o nelle Federazioni) in questione”.

Contributo di solidarietà e indennità di formazione

Il meccanismo del contributo di solidarietà non è, però, da confondere con l’indennità di formazione. Quest’ultima riguarda una fattispecie diversa, meglio esplicitata dal regolamento.

Infatti, “Alla/e società che provvedono alla formazione del calciatore viene corrisposta un’indennità di formazione:

1) quando il calciatore firma il suo primo contratto da professionista;

2) in occasione di ogni singolo trasferimento fino alla stagione in cui il calciatore compie il suo 23° anno di età. A seconda se il trasferimento avviene nel corso o alla fine del contratto, sorge l’obbligo di corrispondere l’indennità di formazione”.

L’indennità di formazione, quindi, viene corrisposta in occasione del primo contratto da professionista e per i trasferimenti avvenuti fino al 23° anno di età. Mentre il contributo di solidarietà deve essere pagato per ogni singolo trasferimento a titolo oneroso secondo le modalità sopra descritte.

Diventa vantaggioso investire sulla formazione dei ragazzi del settore giovanile, potendo questi diventare fonte di guadagno per le società. Oltre che tramite plusvalenze dirette, anche in caso di ulteriori trasferimenti pur non essendo più tesserati.

Basti pensare all’Inter che guadagnò poco più di 1,5 milioni dal passaggio di Coutinho dal Liverpool al Barcelona o allo Sporting Lisbona capace di incassare circa 5 milioni dal doppio trasferimento di Cristiano Ronaldo dal Manchester United al Real e dai Blancos alla Juventus.

Gli Under 23 possono rappresentare una fonte di reddito importante per le squadre che riescono a riconoscere il talento in giovane età e coltivarlo. Un esempio è il “piccolo” Nacional de Madeira. Acquistò proprio CR7 per due mute di divise nuove e qualche pallone, per poi rivenderlo allo Sporting per una cifra ritenuta ai tempi importante per un ragazzino. E ancora oggi il Pallone d’Oro in carica fa le fortune della squadra dell’isola portoghese grazie ai suoi trasferimenti milionari.

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