SHARE
Marco Fassone Amministratore Delegato del Milan (Insidefoto.com)

“Speriamo vengano valutati fatti certi e non congetture”. L’ad del Milan Marco Fassone ha parlato così al termine dell’udienza del club rossonero davanti all’Uefa per il FPF. Un’udienza in cui il Milan non ha messo sul tavolo l’eventuale ingresso di un nuovo socio.  “Ci sono sviluppi sul socio? Non posso dirlo, sono fatti che riguardano l’azionista come tanti argomenti discussi oggi. Abbiamo scelto di andare per fatti certi, non per supposizioni e congetture. E speriamo allo stesso modo che vengano valutati fatti certi e non congetture”.

“Chiediamo soprattutto che il club sia valutato in coerenza con le decisioni che sono state prese negli anni del Financial Fair Play, ormai ce ne sono decine. Abbiamo un po’ la sensazione che il fatto di rimandare il nostro caso alla Camera giudicante sia differente rispetto a come sono stati trattati altri casi”, ha proseguito Fassone.

Milan, terminata l’udienza Uefa a Nyon: sentenza entro 72 ore

Il Milan rischia un anno fuori dalle coppe europee o anche di più? “Qualcosa di più tendo a escluderlo”, ha replicato l’ad rossonero. C’è il timore che il caso del Milan possa fare giurisprudenza e ci sia una sorta di verdetto politico? “Non voglio esprimere giudizi, soprattutto prima – ha spiegato Fassone -. Lasciamo alla Camera giudicante, che è composta da personaggi di altissimo livello e profilo, il tempo per poter valutare bene il caso, le nostre memorie e per fare tesoro anche di quanto abbiamo espresso verbalmente questa mattina. Eventualmente la commenteremo dopo”.

“Non ci è stato detto quando sarà presa la decisione, però immagino che sarà abbastanza veloce. Non abbiamo avuto ulteriori riferimenti. C’è stato un bel contraddittorio, anche con i rappresentanti della Camera investigativa, è durato due ore – ha aggiunto Fassone -. Ho il sentimento che quanto meno siamo stati ascoltati, adesso attendiamo la decisione”.

Una decisione alla quale il club potrebbe fare ricorso presso il Tribunale arbitrale dello sport: “Dipenderà molto dalla decisione. Se dovessimo valutarla eccessivamente penalizzante la strada dell’appello è possibile”.

 

1 COMMENTO

  1. 1) Non capisco i problemi sulla proprietà, c’è comunque un fondo USA che garantisce la continuità aziendale.
    2) Mentre resta tutta colpa della dirigenza un mercato folle ben sapendo di essere già fuori parametro.
    3) Dopo tutto quanto è stato permesso al PSG esiste ancora il FPF?
    4) Così come è concepito il FPF va contro ogni etica e contro i principi dello sport, i ricchi possono investire quanto vogliono, ai “poveri” vietato investire e competere… Aggiungiamoci che in base ad influenze e simpatie vengono concessi o meno investimenti e la cosa è ancora peggiore

LASCIA UNA RISPOSTA: