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Bernardo Silva e N'Golo Kante in Chelsea - Manchester City di Premier League (foto Insidefoto.com)

Calo entrate diritti tv Premier League – Dopo anni di crescita esponenziale anche la Premier League si trova a dover fare i conti con la fine di un ciclo espansivo che l’ha portata ad incassare cifre record sui diritti tv. Come scrive Giovanni Armanini su “Tuttosport”, nei giorni scorsi la Premier ha annunciato la vendita di tutti i pacchetti, per i quali l’incasso totale è diminuito del 10% su base triennale. Considerando il numero di partite trasmesse, il valore medio a partita è calato di quasi il 25%. Il tentativo di aumentare il numero di partite trasmesse non ha pagato a sufficienza.

Premier League BT solidarietà

Calo entrate diritti tv Premier League, l’aumento del numero di partite non è bastato

In Inghilterra infatti non tutte le partite vengono trasmesse, in modo tale da proteggere gli incassi delle società, facilitate così nel riempire gli stadi. Nel 1992 si partì con 60 gare in diretta e si andò via via aumentando, per arrivare alle 200 partite live del prossimo triennio, che prenderà il via con la stagione 2019-2020.

Tra le novità ci sarà inoltre il match del sabato sera, una necessità considerando che la singola partita – che la scorsa stagione costava più di 10 milioni di sterline alle televisioni – ha perso valore e costa ora 7,59 milioni di sterline. Il significato di questa situazione è che nonostante la Premier resti un campionato di assoluto valore, la programmazione tv è ormai satura. Il tema è stato così utilizzato dai grandi club per sottolineare che il mancato successo dell’ampliamento deriva dal poco appeal delle partite.

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Calo entrate diritti tv Premier League, i top club orientati alla creazione di una Superlega europeaa

Da qui la necessità di cambiare qualcosa, verosimilmente arrivare ad una riforma delle competizioni, poiché lì risiedono l’interesse e il centro di controllo dei ricavi più importanti come quelli televisivi. Presto potrebbero essere quindi proprio i top club inglesi a cavalcare la voglia di Superlega europea, bussando alla porta dell’Uefa per una riforma strutturale radicale.

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