SHARE
Nicchi VAR
Marcello Nicchi, presidente dell'Associazione Arbitri (Foto: Insidefoto)

Si respira aria tesa tra gli arbitri e la Federazione. I fischietti sono in guerra, fanno sul serio e si potrebbe arrivare ad un clamoroso sciopero «dalla serie A alla terza categoria fino ai settori giovanili». Tecnicamente sarebbe un’astensione dall’attività visto gli arbitri sono formalmente tutti dilettanti, ma la sostanza non cambia: è uno sciopero. Ipotesi della quale si parla da qualche giorno, ma che da oggi pomeriggio rischia di diventare una prospettiva concreta.

Revoca voti Aia, per Nicchi si tratta di una mossa politica

Come riporta “Il Corriere della Sera”, la situazione dovrebbe precipitare oggi: a Roma si tiene l’atteso incontro fra il commissario Fabbricini e le componenti, è lì che esploderà la sanguinosa questione della revoca del 2% dei voti all’Aia sia in seno al Consiglio Federale sia nelle assemblee elettive. Il primo duro colpo gli arbitri lo hanno ricevuto lunedì scorso quando, come in realtà si sapeva da un pezzo, deliberando principi informatori degli statuti federali il Coni ha stabilito lo stop al voto degli arbitri in Figc «se non espressamente previsto dalle federazioni internazionali di riferimento». E siccome la Fifa non lo prevede, lo stesso dovrà fare la Figc adeguando il proprio statuto, ma Nicchi non ci sta.

Stop al voto degli arbitri: l’Aia perderà il 2% di peso in Figc

Ieri ha dichiarato di essere «tranquillissimo» e che a Roma avrà «molto da dire», ma la sua posizione è già nota alla controparte. A Fabbricini dirà che i regolamenti internazionali a cui si fa riferimento non vietano il voto, semplicemente non lo prevedono: quindi vietarlo in Italia è una facoltà della Figc. Tradotto: se non ci vogliono è una scelta politica, non l’adempimento di un obbligo. Da qui la minaccia di combattere fino alla fine contro una decisione giudicata «anticostituzionale».

La Fifa aumenta i compensi agli arbitri per i Mondiali 2018

Revoca voti Aia, in caso di sciopero Fabbricini potrebbe optare per il commissariamento

Sarebbe un autogol. Il commissario Fabbricini, se gli arbitri dovessero scioperare o scegliere la strada della giustizia ordinaria, potrebbe decidere di commissariare a sua volta l’Aia. Lo scontro si preannuncia durissimo in una giornata già calda. In via Allegri si presentano le componenti. Si prova a riformare il calcio che, fuori dal Mondiale, ha toccato il fondo. La strada è in salita, il progetto a medio-lungo termine e passa dalla riforma dei campionati, alla creazione delle seconde squadre, il più urgente e attuabile, alla modernizzazione degli stadi, sino alla riforma dello statuto.

LASCIA UNA RISPOSTA: