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Juventus College – L’educazione  finanziaria arriva sui banchi dello Juventus College, il Liceo Scientifico delle Scienze Applicate e ad indirizzo sportivo, rivolto ai ragazzi del settore giovanile bianconero dalla categoria Giovanissimi Nazionali alla Primavera.

Come riporta Il Sole 24 Ore, ai ragazzi coinvolti nel progetto, elaborato dalla Juventus assieme a Ubi Comunità e a Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e per il risparmio), viene chiesto di elaborare un decalogo di regole da seguire in materia di risparmio: accantonare somme fisse, non tenere troppo denaro in tasca, attenzione ai  costi e agli interessi; e poi il confronto tra strumenti prima delle scelte.

Parte degli incontri è dedicato al capitolo investimenti per illustrare sia ai futuri calciatori professionisti sia a coloro che potrebbero intraprendere carriere diverse l’importanza di seguire scelte razionali, di frazionare il portafoglio investimenti e della funzione dei beni rifugio.

 

«Valutiamo costantemente il coinvolgimento dei ragazzi in tutte le nostre attività», ha spiegato al Sole 24 Ore, Stefano Braghin, responsabile dell’Academy organizational department e di Juventus women,  «­e anche in occasione di queste iniziative di educazione finanziaria abbiamo verificato che, chi sa concentrarsi bene in classe, lo sa fare anche in campo. Basta con il luogo comune dei muscoli senza testa».

I responsabili del J College redigono periodicamente tabelle valutative sui giovani calciatori in cui si tiene conto della relazione con i compagni (socializzazione, accettazione e condivisione delle regole del gruppo, collaborazione e cooperazione), con i professori  e gli allenatori (rispetto delle figure di riferimento, delle regole e delle conseguenze, collaborazione durante le attività) e l’atteggiamento nella vita del J College (concentrazione, riflessione e accettazione degli errori, autonomia e gestione di sé, assunzione di responsabilità, entusiasmo /energia, impegno).

«La nostra realtà», spiega Franco Cossard, preside dello Juventus College, «punta a insegnare ai ragazzi un corretto stile di vita: non solo attenzione al denaro ma anche all’alimentazione, alla salute; con messaggi chiari per quanto riguarda il tabagismo o le scommesse. Stiamo spiegando ai ragazzi anche come utilizzare bene i social: ciò che si mette in rete resta. Ed è bene evitare di trovarsi in imbarazzo tra qualche anno».

«Sappiamo», aggiunge Cossard, «che il 10­-15% di questi ragazzi potrà diventare professionista. Alle famiglie di tutti gli altri dobbiamo garantire un piano B».

«È importante capire sin da giovani che il denaro è importante. Saper destinare una quota del reddito a risparmio pone le basi delle scelte del futuro», spiega Vincenzo Algeri, responsabile Ubi Comunità, «da quest’anno seguiamo con attenzione il mondo dello sport. Che è avvantaggiato: il rispetto delle regole, l’educazione alla fatica e al saper far squadra, che sono competenze da abbinare ai redditi futuri».

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