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Como, Modena, Vicenza. E, andando più in là col tempo, Reggina, Venezia, Treviso, Triestina, Piacenza, Salernitana. Sono solo le più note tra le squadre di Lega Pro che, dal 2011 ad oggi, non si sono iscritte e/o sono fallite per difficoltà finanziarie.

Le ultime ad avere problemi, dicevamo, sono state Modena e Vicenza. Gli emiliani sono già stati esclusi dal campionato, i veneti proseguono nel momento di difficoltà, perché gli stipendi attesi non sono ancora arrivati, la squadra ha messo in mora la società e la situazione non sembra poter trovare una via d’uscita positiva, come spiegato anche dal tecnico Zanini.

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Due piazze importanti e storiche che sono solamente le ultime di un lungo elenco. Dal 2011 ad oggi, infatti, sono state ben 53 le squadre fallite e/o che non si sono iscritte al campionato, considerando solo chi ha partecipato alla Lega Pro (non quindi le retrocesse dalla Serie B o le promosse dalla Serie D).

In questa stagione a Como, Maceratese, Messina e Mantova si è aggiunto, così, il Modena, escluso dal campionato per le inadempienze finanziarie. Ma i fallimenti non sono gli unici problemi: ci sono anche classifiche riviste integralmente a causa delle penalità.

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Nel corso di queste stagioni sono stati ben 280 i punti di penalizzazione assegnati a 90 squadre complessivamnete per inadempienze. Sulle 446 che hanno partecipato al campionato, significa che circa quasi il 20% delle squadre hanno ricevuto almeno un punto di penalizzazione in classifica.

Il passaggio ad una sola divisione sembrava potesse dimunire i problemi, in realtà così pare non essere stato: dal 2014/15 sono state infatti 18 le squadre non iscritte, mentre 50 società hanno ricevuto complessivamente 144 punti di penalità.

La Lega Pro, tuttavia, ha provato negli ultimi anni a frenare l’emorragia: nel corso della presidenza Gravina è stato infatti creato il sistema di rating dei club, proprio per tenere sotto controllo le società dal punto di vista economico e finanziario.

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Il Sistema di Rating proposto dalla Lega è quindi il primo passo per dotare, nel lungo periodo, le squadre di Lega Pro di una vision business-oriented e competenze manageriali, modernizzando così il calcio delle “serie minori”, avvicinandolo alla struttura della Serie A.

Nel tempo, l’aspettativa è che questi due elementi siano la base per una gestione delle finanze dei club in modo sostenibile e un potenziamento delle società sportive, in modo da trasformare “semplici squadre di calcio” in entità radicate nel territorio e attive nello sviluppo del tessuto sociale locale.

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