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L’Unione per la Difesa dei Consumatori si schiera al fianco di Claudio Lotito per la scelta di aprire ai tifosi della Curva Nord (settore squalificato per cori discriminatori) il resto dello stadio Olimpico.

“Non possiamo che condannare il gesto razziale di alcuni tifosi della Lazio, che hanno deciso di deridere una figura come quella di Anna Frank facendole indossare in un’immagine la maglia della Roma, considerandolo una sorta di sfottò – ha dichiara in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – allo stesso tempo non possiamo accettare, in quanto Unione per la Difesa dei Consumatori, che tutti i tifosi, compresi quelli che non hanno commesso nessun gesto irrispettoso verso il popolo ebraico, paghino con la chiusura della curva”.

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Claudio Lotito presidente della Lazio (foto Insidefoto.com)

“Deridere il popolo ebraico per uno sfottò da derby, contro la Roma, non solo è un atto gravissimo ma da condannare in tutte le sedi – prosegue la nota -. Allo stesso tempo, c’è chi non ha commesso nessuna irregolarità e merita di vedere le partite della propria squadra”.

“Proprio per questo motivo sentiamo di dover sostenere la battaglia del Presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito e chiederemo quindi il rimborso delle partite a porte chiuse per tutti i tifosi estranei ai fatti sopra elencati – conclude Nesci – ci riserveremo, dopo una eventuale risposta della FIGC di utilizzare ogni strumento a tutela dei consumatori in nostro possesso”.

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La decisione della Lazio si basa su una sentenza del Tribunale di Roma, che, in una situazione simile (un tifoso aveva promosso un esposto, durante la stagione 2013/14, per non aver potuto accedere al settore in cui era abbonato in quanto squalificato per cori razzisti), ha visto la società giallorossa costretta a riscarcire il tifoso. Come spiega il Giornale, si è trattato comunque di una mezza vittoria: il supporter giallorosso, come ha deciso il Tribunale, non avrà il risarcimento dei danni esistenziali (aveva chiesto 10 mila euro) e si dovrà accontentare quindi di un rimborso di 38,67 euro per le tre gare a cui non ha potuto assistere, a fronte di un costo dell’abbonamento di 245 euro. La Roma, inoltre, dovrà farsi carico delle spese processuali.

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