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L’Olanda sta analizzando la mancata qualificazione della sua nazionale ai mondiali.

Dopo un girone a dir poco deludente la nazionale Orange, che aveva già fallito l’ingresso a Euro 2016, ora si trova a dover registrare anche l’eliminazione da Russia 2018.

Inutile la vittoria all’ultima giornata per 2-0 sulla Svezia che, al calcio d’inizio, si presentava con 12 reti in più nella differenza reti totale, ovvero una qualificazione di fatto già conquistata.

L’arrivo a pari punti quindi è una magra consolazione per gli olandesi.

Ronald De Boer, fratello di Frank (ex allenatore di Inter e Crystal Palace), che attualmente lavora come assistant manager all’Ajax, ha analizzato la situazione motivando il problema della nazionale olandese con un fatto generazionale, quasi congiunturale per un Paese che, va sempre ricordato, conta solo 6,2 milioni di abitanti.

“I top player sono ormai vecchi e i giovani sono troppo giovani per completare il gap con la generazione precedente” ha detto De Boer dopo la partita contro la Svezia.

Ma la sua visione è improntata all’ottimismo: “In due anni possiamo tornare competitivi e qualificarci per Doha, lo dissi due anni fa che quello doveva essere il nostro obiettivo. Abbiamo eccellente talento, ma è talento e non è ancora finalizzato ad una maturità di squadra”.

Il rammarico di Ronald De Boer, piuttosto, si rivolge ad una situazione di mercato che in questo momento sta facendo secondo lui la differenza: “Credo che spesso i nostri giocatori stiano lasciando il paese troppo giovani per andare nelle grandi leghe. Le grandi leghe portano ogni giocatore all’estero, di solito noi riusciamo ad attirarli ad Amsterdam, ma non succede in tante altre squadre. Per questo l’Eredivisie si ta impoverendo”.

“Se gioco contro mia madre – l’esempio finale del gemello R – vinco facilmente, ma non è un banco di prova affidabile. Se invece perdo con qualcuno più forte di me so che devo fare un passo avanti”.

Il paradosso Olanda: risultati (e ranking) in declino ma stadi sempre più pieni

Nelle scorse settimane anche calcioefinanza.it aveva analizzato la crisi del calcio olandese, questa volta da una prospettiva che guardava principalmente ai club e alle implicazioni di un arretramento sempre più marcato nel ranking europeo.

La motivazione di Ronald De Boer, in questo senso, appare particolarmente valida, e giustifica ulteriormente l’auspicato intervento da parte dell’Uefa sulle regole sportive (riduzione delle rose, vincoli ai prestiti) in grado di ridefinire i rapporti di forza a livello europeo.

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