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L'allenatore della Lazio, Simone Inzaghi
Simone Inzaghi

«Su Keita avrei puntato anche per questa partita ma nell’ultima settimana non ho visto gli atteggiamenti giusti e non lo potevo anteporre agli altri ragazzi. Non mi piacevano i suoi atteggiamenti nell’ultima settimana, ho deciso di escludere. Per me sono tutti importanti ma nessuno è indispensabile». Lo dice l’allenatore della Lazio, Simone Inzaghi, commentando il caso-Keita alla vigilia dell’esordio di domani sera in campionato contro la Spal.

Un caso che si è riacceso dopo la mancata convocazione del senegalese per la sfida di Supercoppa e il conseguente muro contro muro tra giocatore e società: «Se n’è parlato tanto, è un giocatore su cui ho sempre puntato a occhi chiusi, è un giocatore che nessun allenatore prima di me aveva fatto giocare così tanto. L’ho sempre coccolato», ha aggiunto il tecnico biancoceleste specificando che «se dovesse andare via dovrebbe essere sostituito immediatamente».

«In cuor mio spero nella Champions», anche se «inizialmente ci sono le milanesi che hanno speso tantissimo e ci sono le prime 3 dell’anno scorso, che hanno chiuso 20 punti avanti. Non sono d’accordo che la Lazio sia da decimo posto come ho letto, ma non si può dire che siamo da primi 4» ha proseguito Inzaghi, alla vigilia dell’esordio in campionato di domani contro la Spal allo stadio Olimpico.

«L’anno scorso ci siamo meritati tutto sul campo, è ancora presto dire che siamo da terzo o quarto posto. Il mio desiderio è comunque quello di stare nei piani alti della classifica, per rendere contenti i nostri tifosi», ha aggiunto Inzaghi, sottolineando che «io ero fiducioso anche prima della Supercoppa, so che squadra alleno. Nei primi 7-8 posti nessuno ci metteva, io leggo e mi informo di tutto. Penso che la Lazio meriti una considerazione maggiore».

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