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candidatura milano olimpiadi 2028
Il Duomo di Milano
Le possibilità per Milano di potersi candidare per i Giochi estivi del 2028 sono davvero minime, e rischiano di essere cancellate del tutto fra due mesi.
Due, tuttavia, le strad possibili identificate oggi da La Repubblica nell’edizione meneghina del giornale. La prima: se il Cio il 13 settembre a Lima, in Perù, assegnerà le Olimpiadi 2024 a Los Angeles Milano potrebbe anche provare a competere.
Ma se venisse scelta Parigi sarebbe meglio lasciar perdere. Il Cio, di solito, privilegia il criterio dell’alternanza e assegnare due Olimpiadi consecutive ad uno stesso Continente è cosa che fa poco volentieri. Lo fa solo quando viene proprio costretta.
E la terza ipotesi sarebbe ancora più blindata. Il presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach, ex schermidore di valore mondiale, vuole una doppia assegnazione: Parigi verrebbe prescelta per il 2024 e Los Angeles per il 2028.
Sarebbe un qualcosa di simile a quanto accaduto per i mondiali di calcio 2018 in Russia assegnati contestualmente a quelli 2022 in Qatar. Il precedente, in verità, non fa ben pensare, anche alla luce degli scandali che hanno travolto quel vertice FIFA dopo l’anomala doppietta.
Per questo Bach ha istituito una commissione e l’ha affidata ai suoi vicepresidenti: la decisione finale si avrà l’11 e 12 luglio a Losanna quando saranno chiamate le due candidate superstiti.
Per Parigi ci sarà Macron, mentre Trump per ora è piuttosto freddo su Los Angeles, ma i presidenti USA non sono mai stati particolarmente coinvolti in una partita che riguarda soprattutto le aziende locali (si ricordi ad esempio la Coca Cola per Atlanta). E questo potrebbe aprire alla soluzione europea (va ricordato che nel 2020 invece i Giochi saranno a Tokio).
È molto probabile che passi questa linea della doppia assegnazione: non ci sono grandi resistenze e viene fortemente caldeggiata dal n. 1 dello sport mondiale. Una decisione che spegnerebbe definitivamente qualsiasi speranza italiana.
Il motivo di questa scelta di Bach? L’Europa ha forti problemi fra incubo terrorismo e crisi economica. Basta vedere le ultime candidature olimpiche. Nessuna città europea si è fatta avanti per i Giochi invernali del 2022, mentre per quelli estivi del 2024 si sono perse per strada Amburgo, Roma e Budapest ed è rimasta, come detto, solo Parigi.
Il Cio è fortemente preoccupato per il futuro olimpico: due sole candidate ai Giochi invernali (e Pechino ha battuto Almaty…) e due per quelli estivi. Meglio, sostengono a Losanna, aspettare tempi migliori per l’Europa che è sempre stata decisiva nello scacchiere olimpico. La crisi prima o poi dovrà pur finire.
Malagò non ha mai alimentato eccessivamente le speranze di Milano. «Aspettiamo di vedere cosa succede a Lima», ha sempre detto. Il n.1 del Coni sa benissimo che c’è questo “vento” del Cio che porta in questa direzione. A spingere molto per un’Olimpiade della Lombardia è soprattutto il governatore Maroni: ma il Cio non ama che le gare siano “spalmate” troppo sul territorio e vuole soprattutto che le finali si disputino nella città che si è candidata.
E poi, Malagò non può dire la verità: a differenza di Roma, Milano non ha impianti sportivi all’altezza. Mancano soprattutto una piscina e uno stadio dell’atletica, i due sport principali del programma olimpico. Roma da quel punto di vista era (è) messa molto meglio.

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