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La Spal torna in Serie A dopo 49 anni (Insidefoto.com)

Dopo 49 anni, la Serie A ritrova la Spal. Edy Reja e Albertino Bigon hanno trovato i loro eredi: nell’ultima Spal in massima serie c’erano anche loro, oggi il testimone è passato alla squadra di Leonardo Semplici, che tornerà così a calcare i campi della Serie A per la prima volta dal 1967/68.

Il ritorno di una società storica, che oggi è al 26º posto (con 470 punti) nella classifica perpetua della Serie A dal 1929: in caso di ottima stagione, potrebbe anche puntare a scalzare il Padova dal 25° posto, oggi distante 43 punti. Ma non è stato tutto rose e fiori, anzi. Perché la Spal, da cui sono passati giocatori come Armando Picchi, Fabio Capello, Albertino Bigon, Edy Reja, Luigi Del Neri, Ottavio Bianchi, Osvaldo Bagnoli, oltre ad allenatori come Luisito Suarez, Giovanni Galeone e Stefano Vecchi (attuale tecnico dell’Inter, anche da calciatore alla Spal), ha attraversato periodi bui, soprattutto nel nuovo millennio.

Modello Spal, la prima A con Mazza

Nata ad inizio novecento a Ferrara, la Società Polisportiva Ars et Labor, inizialmente creata circolo religioso-culturale (tanto che i colori sociali adottati furono il bianco e l’azzurro, quelli dello stemma della congregazione dei Salesiani) e solo nel 1913 diventata vera e propra squadra di calcio, salì alla ribalta nel secondo dopoguerra, grazie al presidente Paolo Mazza. Ex allenatore della stessa Spal nel 1936/37 e nel 1939, Mazza contribuì a portare la squadra per la prima volta nella Serie A a girone unico, missione riuscita nel 1950/51. E qui nacque la leggenda di Mazza anche come uomo mercato: alcune operazioni importanti in uscita infatti gli permettono di mantenere la Spal in Serie A per ben tredici anni consecutivi.

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La Spal 1966/1967

L’era Mazza si concluse nel 1977, mentre la squadra lottava tra Serie B e Serie C. Negli anni ’90 la società viene rilevata dalla Coopcostruttori, con il chiaro obiettivo di puntare alla Serie A: dalla C2 arriva il doppio salto fino alla Serie B, ma nel 1992/93 la Spal retrocede di nuovo, mentre da Ferrara transitano giocatori come Nappi e Pellissier. Si arriva così ai primi anni duemila, che vedono protagonista anche un Massimiliano Allegri all’inizio della carriera da allenatore: proprio al termine della stagione con l’attuale tecnico della Juve in panchina, arriva il primo fallimento, nell’estate 2005.

Modello Spal, il Rotary Club cambia la storia

Un fallimento da cui rinasce subito, e grazie al Lodo Petrucci la neonata Spal 1907 riparte dalla Serie C2: ma dura poco, perché nel 2012/13 la squadra non si iscrive al campionato (dopo una stagione con Stefano Vecchi in panchina segnata dai problemi economici), con una nuova società, la Società Sportiva Dilettantistica Real Spal, che riparte dalla Serie D grazie all’intervento del sindaco e di alcuni imprenditori locali. La storia cambia al Rotary Club Ferrara Est, nel 2013. Lì, in un incontro nel gennaio 2013, vengono poste le basi per il ritorno della Spal nei professionisti, tramite la fusione della Real Spal con la Giacomense, club di una piccola frazione di Ferrara (Masi San Giacomo) appena promossa in Lega Pro dopo una scalata dalla terza categoria. Merito soprattutto della gestione della famiglia Colombarini, che possiede la Vetroresina Spa, società produttrice di laminati in resina poliestere.

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Francesco Colombarini, 76 anni, patron della Spal

L’affare si realizza nell’estate 2013, quando i Colombarini acquistano il marchio della vecchia Spal (per 270mila euro) creando la nuova società, la Spal 2013 srl. Da qui la nuova scalata, partita nella stagione 2013/14 in Lega Pro e conclusa con il doppio salto realizzato nelle ultime due stagioni: nel 2015/16 la promozione in Serie B, oggi la promozione in Serie A.

Modello Spal, la famiglia Colombarini

Fondamentale, come detto, è stato l’intervento della famiglia Colombarini. La Vetroresina Spa è stata fondata nell’ex fornace del paese nel 1968 dal capostipite, Francesco Colombarini,76 anni: da poco più di un magazzino, oggi ci sono clienti in ogni parte del mondo che acquistano materiali dai Colombarini. Tanto che la società (che nel frattempo è divisa tra il padre Francesco, che ha il 52% delle quote, e i figli Simone e Luca che si dividono il restante 48% alla pari) si è espansa anche all’estero: nel 2000 è stato aperto uno stabilimento in Brasile (nello stato di San Paolo), mentre nel 2008 sono sbarcati negli Usa, a Greenville, nella Carolina del Sud. In totale, circa 120 dipendenti, ma soprattutto un fatturato da 50 milioni di euro e un utile di oltre 2,5 milioni (dati al 31 dicembre 2015, ultimo bilancio disponibile). In sostanza, spalle ben coperte.

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Simone Colombarini, figlio del patron Francesco, negli uffici della Vetroresina

Anche perché la Spal, come ogni società calcistica, ne ha bisogno. Aspettando l’impatto della Serie B e anche quello della Serie A, al 31 dicembre scorso il club di Ferrara (di cui la Vetroresina Spa possiede il 90% delle quote, con il restante 10% in mano al presidente Walter Mattioli, artefice della scalata della Giacomense) ha chiuso il bilancio con un rosso di 1,1 milioni di euro, a fronte di un fatturato da soli 2,8 milioni e costi per 4,2 milioni, in netto aumento. Per ora, però, nessun problema: alle spalle c’è la Vetroresina Spa, che “sostiene patrimonialmente e finanziariamente la società con versamenti in conto copertura perdite che al 31/12/2015 hanno raggiunto l’importo di € 1.639.434” e il cui apporto resta fondamentale “per far fronte alle esigenze patrimoniali/finanziarie”.

Modello Spal, il peso della Vetroresina

Ma non solo, perché il segreto del modello Spal è proprio la Vetroresina Spa. “Va dato il massimo risalto – si legge nella relazione del CdA sul bilancio 2015 – al rilevante sforzo finanziario profuso dal socio Vetroresina Spa per assicurare il supporto patrimoniale/finanziario della Società, senza il quale i risultati sportivi raggiunti nell’esercizio sociale 2015 non sarebbero né lontanamente realizzabili, né ipotizzabili; i risultati sportivi – in tale circostanza – passano in secondo piano: è la garanzia del sostegno del socio di riferimento che permette di gestire l’azienda sportiva con la dovuta serenità, a beneficio dei risultati sportivi stessi – prosegue la nota del CdA -. Il socio Vetroresina Spa merita quindi il dovuto riconoscimento da parte di tutti i soggetti legati al nome “S.P.A.L.” per il continuo e consistente supporto patrimoniale/finanziario garantito alla Società”.

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La Spal torna in Serie A dopo 49 anni, l’esultanza del presidente Mattioli (Insidefoto.com)

E gli investimenti per il modello Spal non sono certo finiti qui. Nel dicembre 2016 è stato inaugurato il nuovo centro sportivo di via Copparo, dove la squadra si allenava già dal 1969 (e la leggenda vuole che sia stato costruito con i soldi della cessione di Capello alla Roma nel 1967), con spesa da 1,2 milioni. Per il capitolo stadio, già la scorsa estate sono stati fatti lavori per ammodernare l’impianto dedicato a Paolo Mazza, ma per la prossima stagione c’è in ballo un progetto da 3,3 milioni (di cui 1,4 pagati dal Comune, proprietario dello stadio, e 1,9 dalla Spal) con conseguente ampliamento da 8.500 posti fino a 12.000 circa e l’obiettivo di arrivare a 16.000 nel 2019 (per cui la prossima stagione dovrebbe giocare a Ferrara in deroga). Intanto è arrivata la prima mossa per la Serie A: il tecnico Leonardo Semplici ha infatti firmato il rinnovo fino al 2019. La prima azione della famiglia Colombarini e della società per far continuare il sogno biancazzurro.

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