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fininvest bilancio 2016
Marina Berlusconi (Insidefoto.com)

La vecchia Fininvest targata Silvio Berlusconi è finita. Dopo la cessione del Milan – costato 150 milioni solo nel 2015 – è iniziata l’era di Marina Berlusconi, con un cambio di marcia e di direzione totale, come evidenzia questa mattina La Repubblica.

Al centro rimane il problema Mediaset dopo il rosso da 300 milioni aperto nei conti dalla guerra con Vivendi.

A dieta sono finiti golf e residenze di papà oltre alla flotta di famiglia. E la dote del new deal – quasi 700 milioni di liquidità – è davanti a un bivio: diventare l’arsenale per difendere Pier Silvio dall’assalto di Vincent Bolloré («un cannibale della finanza», dice sobria la sorella maggiore) o il tesoretto per garantire dividendi – il vero collante di famiglia – ai piani alti dell’impero. Dove Barbara, Eleonora e Luigi seguono con un filo d’apprensione il braccio di ferro di Cologno con i francesi.

Il Morning Glory, trialberi a vela da 48 mt. battente bandiera delle Bermuda, è stato liquidato con una perdita di 3,8 milioni. Un jet è stato venduto, un altro è stato pensionato dopo un incidente tecnico incassando i soldi dell’assicurazione (1,35 milioni).

Il nuovo Gulfstream 450, l’ammiraglia volante di Arcore, è stato comprato dividendo i costi con i Gavio. All’asta sono finiti il golf di Tolcinasco e un paio di cinema a reddito zero.

Nell’immobiliare Villa Gernetto, la residenza comprata dall’ex-Cav. per farne un’università con insegnanti come Bill Clinton e Tony Blair, è stata declassata a bene in vendita dove si fanno solo «investimenti per il consolidamento statico».

Arrotondata invece la quota in Mondadori, spendendo 150 milioni per salire al 39% di Mediaset e arginare Bolloré e puntando nel mattone sull’Immobiliare Leonardo. Non la solita villa a 5 stelle, ma 180mila mq. di cemento a Basiglio che grazie a un aiutino della Regione Lombardia potrebbero essere edificati tra breve.

Il vero problema di Marina è adesso un altro: il rischio che nella lista delle palle al piede possa entrare Mediaset Premium, il regno del fratello Pier Silvio. Lui, solo 12 mesi fa, sembrava essere riuscito a fare il miracolo: cedere a Vivendi – e pure a caro prezzo – Premium.

Il pareggio operativo, previsto nel 2011, non è mai arrivato. Le perdite accumulate non sono lontane dal miliardo. E i 700 milioni spesi per aggiudicarsi la Champions, invece che salvare la barca, l’hanno affondata.

E Silvio? Lui è sfuggito all’austerity. Un po’ dei suoi sfizi, Villa Certosa in primis, sono fuori da Fininvest. Nessun blitz, per dire, è previsto in Costa Smeralda. Anzi. L’ex premier ha appena fatto richiesta al Comune di Olbia per costruire – vicino al vulcano artificiale – una «struttura amovibile in legno per attività ludica». Di cosa si tratti, lo scopriremo la prossima estate.

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