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Report Calcio 2017
Palloni della Serie A (Insidefoto)

Il regno-bis di Carlo Tavecchio alla guida della FIGC sarà all’insegna della crescita e dello sviluppo, con un occhio importante agli investimenti. Non solo sull’impiantistica, ma soprattutto lì visto che l’Italia è indietro di 10-15 anni rispetto alla Germania e 20 sull’Inghilterra. A scattare la desolante fotografia è Michele Uva, direttore generale della Federcalcio e uomo più-che-fidato di Tavecchio. Le priorità del nuovo quadriennio della FIGC, ha spiegato Uva parlando a Radio Onda Libera, sono “la crescita, lo sviluppo. Serviranno investimenti, non solo legati all’impiantistica, e riservare sempre maggiori attenzioni alle Nazionali e al settore giovanile. Penso allo sviluppo dei centri federali territoriali e alle progettualità a lungo termine”.

Uva non ha avuto paura a sottolineare come in Italia ci sia “arretratezza: scontiamo il fatto di essere molto indietro rispetto alle altre realtà europee che vanno molto più forte. Bisogna chiudere il capitolo delle liti, le discussioni e le questioni politiche per concentrarsi sullo sviluppo”, ha spiegato Uva.

Particolare attenzione, ovviamente, va posta sugli stadi che in Italia, è arcinoto, sono davvero vecchi. Secondo il braccio operativo della FIGC “non è tanto una questione di proprietà, l’importante è fare gli stadi nuovi perché siamo rimasti fermi con impianti vecchi, scoperti. È positivo vedere come si stanno muovendo la Roma, la Fiorentina, l’Empoli e il Bologna: direi che registriamo un importante punto di partenza agevolato dalla legge sull’impiantistica del 2013 che in Italia non c’era”.

Ma questo potrebbe non bastare perché, ha ricordato Uva, “la strada è ancora lunga, tenendo conto che siamo 10-15 anni indietro rispetto alla Germania e vent’anni rispetto all’Inghilterra. Dobbiamo recuperare la grossa distanza con le altre grandi nazioni. Oggi in Italia ci sono 8 stadi classificati in categoria 4 rispetto ai 32 impianti della Germania. Abbiamo tempo fino al 2020 per adeguarci con i profili della classificazione a livello di Serie A, B e Lega Pro”.

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