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Continua lo stallo nella trattativa per la cessione del Milan alla cordata cinese di Sino-Europe Sports. Fininvest, infatti, attende ancora la terza caparra per concedere ufficialmente la proroga al gruppo guidato da Li Yonghong.

Nemmeno oggi i 100 milioni della terza caparra non sono arrivati nelle casse della holding di Silvio Berlusconi: secondo quanto riporta l’Ansa, difficilmente saranno versati domani. Soldi che, scrive il giornalista del Sole 24 Ore Carlo Festa, sarebbero attualmente fermi alle Isole Vergini Britanniche, cioè la stessa provenienza della seconda caparra.

Fininvest aspetta solo i 100 milioni per concedere la proroga al 7 aprile il closing per l’acquisto del Milan, visto che il contratto è già pronto. Le parti attendono, e, anche se ultimatum formali non sarebbero stati fissati, nel caso in cui la società di Li Yonghong non riuscisse a completare questo pagamento entro la fine della settimana la trattativa potrebbe definitivamente saltare, secondo lo scenario ritenuto più probabile, come riporta l’Ansa: altri colpi di scena, però, non sono esclusi.

Intanto dalla Cina continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti in quanto alla possibilità di portare i capitali fuori dal Paese. ntanto dalle autorità di Pechino arrivano nuovi messaggi tutt’altro incoraggianti per Sino-Europe Sports, che da tempo deve fare i conti con il freno alla fuoriuscita di capitali imposto dal Governo cinese. Pan Gongsheng, capo dell’agenzia statale cinese per il commercio estero nonché vice governatore della banca centrale, ha spiegato che “fusioni e acquisizioni all’estero possono talvolta somigliare a una rosa con le spine, quindi bisogna essere attenti e fare i dovuti controlli”.

Parlando dell’acquisto di club stranieri da parte di società cinesi, Gongsheng ha aggiunto: “Sarebbe una cosa positiva se queste fusioni e acquisizioni dessero impulso al valore del calcio in Cina. Ma è questo il caso? Molte compagnie cinesi hanno già un altro livello di indebitamento e prendono in prestito altre grandi somme per acquisti oltreconfine. Altre – ha concluso il vice governatore della banca centrale – sostengono di investire ma in realtà stanno solo trasferendo le loro attività”.

 

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