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Lorenzo Insigne nella foto Insidefoto.com

BasicNet, l’azienda torinese cui fanno capo, tra gli altri, i marchi Kappa, K-Way e Superga, lancia la sua sfida ai colossi dell’abbigliamento sportivo Adidas e Nike. In un’intervista a La Stampa il fondatore di BasicNet, Marco Boglione, ha illustrato la strategia di crescita del gruppo, che già ora può contare su una forte presenza internazionale, ma che punta a consolidare ulteriormente la strategia globale.

«Può sembrare un po’ pretenzioso, ma garantisco che non lo è: il nostro modello prevede di vendere in tutto il mondo – spiega Boglione al quotidiano torinese -. Le previsioni sono positive e, nei prossimi anni, è possibile un ulteriore sviluppo».

E anche se il mercato dell’abbigliamento sportivo è dominato da colossi quali Nike e Adidas, il numero uno di BasicNet ritiene comunque possibile ritagliarsi uno spazio nella competizione globale. L’idea è quella di fare ciò che anni fa Apple fece per sfidare colossi del calibro IBM e HP.

Faremo «come ha fatto Apple con Ibm e Hewlett-Packard, che erano ancora più grandi e potenti di Nike e Adidas. Con la creatività applicata al processo, al modello di business, fondamentale. Dobbiamo fare bene le nostre cose, mettercela tutta», spiega Boglione a La Stampa. Sarà sufficiente? «Il mercato è immenso, lo spazio c’è. Oltre a quei giganti c’è una montagna di piccoli e piccolissimi gruppi, anche bravi. Ogni tanto qualcuno azzecca lo stile o la strategia, e inventa il modo per crescere: noi lo stiamo facendo».

Come? «Abbiamo 5-600 imprenditori che, nel mondo, producono le nostre collezioni, fanno business con i nostri brand. Dal primo giorno noi viviamo grazie ad un insieme di royalties che vanno sommate al valore che, tutti gli anni, creiamo nei marchi».

Si comincia subito: il 2017 porterà i marchi di BasicNet in alcune città chiave: Parigi, Londra, Tokyo, metropoli in cui, entro l’estate, nasceranno i nuovi flagship store della K-Way.

Per il breve termine l’obiettivo è quello di migliorarsi rispetto all’ultimo anno. Il 2016, dice il bilancio preliminare, si è chiuso con vendite aggregate a quota 740 milioni di euro (+1,3%) rispetto al 2015, il risultato ante imposte è di 14,9 milioni di euro a fronte dei 26,4 milioni di dodici mesi fa. La spinta è arrivata soprattutto dai mercati internazionali: per Kappa e Robe di Kappa l’America vale un balzo del 54,4%, mentre KWay corre in Asia: +37,4 per cento.

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