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L'elenco degli investitori cinesi in trattativa per rilevare il Milan rimarrà

Slitta ancora il versamento della terza caparra da 100 milioni di euro da parte di Sino-Europe Sports Investment (SES) a Fininvest che dovrebbe preludere all’acquisizione definitiva del 99,93% del Milan.

Il bonifico era previsto per oggi, al limite domani, ma arriverà solo la prossima settimana: in teoria nella prima metà ma, visti i precedenti, non si può escludere un’attesa prolungata di qualche giorno.

Le indiscrezioni filtrate in mattinata su nuovi rallentamenti hanno trovato conferme al termine di una giornata di incontri e confronti fra advisor e studi legali.

Fininvest avrebbe accettato la dilazione a fronte di rassicurazioni fornite dalla stessa SES e dagli advisor coinvolti.

Si parla di lungaggini burocratiche e non meglio precisati problemi tecnici nel trasferimento dei capitali, raccolti fuori dalla Cina così come quelli serviti a pagare le due precedenti caparre, 100 milioni di euro dopo il preliminare e altri 100 milioni di euro per il primo rinvio del closing dovuto a mancanza di fondi.

Sono soldi di provenienza lecita, dimostrerebbe un fascicolo portato nei giorni scorsi alla Procura di Milano dall’avvocato storico di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, con una mossa preventiva visto che non è stata aperta nessuna indagine sulla trattativa per la cessione del club.

Di sicuro l’ennesimo rinvio mantiene in una situazione di stallo il futuro del Milan e le continue difficoltà nei pagamenti inevitabilmente accrescono i dubbi sulle capacità di Li Yonghong di completare il pagamento del club in tre settimane e supportare i 350 milioni di euro investimenti promessi nei primi tre anni.

Anche perché per il momento il cinese, che risulta l’unico investitore (al limite sostenuto da finanziatori per ora nell’ombra) non sta facendo nulla per migliorare la sua immagine di poco noto uomo d’affari. Resta una vicenda aperta a ogni tipo di epilogo.

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