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lavorare nel calcio
Una telecamera durante una partita a San Siro (Foto: Insidefoto.com)

Mediaset e Telecom potrebbero trattare per partecipare insieme all’asta per i diritti televisivi della Champions League e della Serie A 2018-2021. Lo scrive il quotidiano La Repubblica in un articolo firmato da Sara Bennewitz. Secondo quando è stato possibile ricostruire, sia l’incumbent della telefonia che il Biscione sarebbero intenzionati a stringere una partnership sul calcio che garantirebbe di rastrellare clienti da portare da un lato su Tim Vision e dall’altro, ovviamente, su Premium.

Problema: il primo azionista di Telecom è Vivendi che possiede poco più del 24% della compagnia telefonica. Come è arcinoto, tra Fininvest e i francesi non c’è un grande rapporto dopo la chiusura unilaterale dell’accordo che prevedeva il passaggio di Premium sotto bandiera transalpina e uno scambio azionario del 3,5% tra Vivendi e Mediaset.

“Certo – scrive Rep – tra Vivendi, azionista di Telecom, e Fininvest non corre buon sangue, ma nei prossimi mesi si deciderà comunque il futuro di alcuni contenuti cruciali per telefoni e tv, per lo streaming da Internet e per il digitale. Premium per un verso e Tim Vision per un altro hanno bisogno del calcio per attirare clienti, ma non hanno e non possono spendere le cifre delle ultime aste. Un’apertura c’è sia da parte di Pier Silvio Berlusconi sia da Flavio Cattaneo. E potrebbe tradursi in un accordo preventivo ai piani bassi delle due aziende”, scrive il quotidiano diretto da Mario Calabresi.

Intanto però ieri proprio da Pier Silvio Berlusconi non sono arrivate parole al miele per Vivendi: “Banalmente non sta andando”, ha detto l’ad del Biscione, “abbiamo a che fare con qualcuno che ha rotto un contratto molto importante per Mediaset e per Vivendi. Mediaset, per l’interesse degli azionisti deve essere risarcita per il danno grandissimo che gli è stato fatto”, ha spiegato. Ma non è detto che ciò che le eventuali colpe di Vivendi debbano ricadere su Telecom.

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