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processo juventus agnelli ultras
(Insidefoto.com)

Si terrà domani 15 marzo l’audizione del legale della Juventus, Luigi Chiappero, davanti alla Commissione parlamentare antimafia, nell’ambito dell’approfondimento sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel calcio professionistico nella serie A, nella serie B e nella LegaPro. L’audizione dell’avvocato del club bianconero arriva dopo quella, tenutasi la scorsa settimana, del procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro, al quale erano state attribuite dichiarazioni, poi smentite dal diretto interessato, su presunti contatti tra esponenti della malavita organizzata e il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

Nell’audizione di domani, l’avvocato del club bianconero ribadirà presumibilmente quanto messo nero su bianco nella memoria difensiva al vaglio della giustizia sportiva. Ovvero che i rapporti tra criminalità organizzata e club sono già stati esclusi dalla giustizia ordinaria. E che le trascrizioni delle telefonate, agli atti di una indagine penale, chiariscono tutto.

Intanto in Commissione antimafia c’è chi, come il vicepresidente Claudio Fava e l’ex coordinatore del comitato mafia e sport, Angelo Attaguile, spinge per ascoltare anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli.

Nel memoriale che lo scorso luglio inoltrò alla procura di Torino nel quadro dell’inchiesta Alto Piemonte, Andrea Agnelli assicurò che non ci sono stati “né sconti né omaggi” in occasione della cessione di biglietti della Juve a gruppi ultras.

Il presidente spiegò che ad occuparsi della questione fu Alessandro D’Angelo, capo della sicurezza del club. Ma dalle indagini è emerso che un ex capo ultras (che compare fra i 23 indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio) avrebbe messo in contatto un componente della famiglia Dominello con la dirigenza della Juventus.

Fu definito, secondo gli inquirenti, un vero e proprio patto: il boss avrebbe fatto da portavoce ad alcuni gruppi della tifoseria organizzata, mantenendo “la pace nella curva”, e in cambio avrebbe ricevuto quote di biglietti da distribuire ai supporter o da trattenere per sé e destinare al bagarinaggio. A carico della società bianconera non sono emersi tuttavia reati penali ma le carte sono passate alla procura della Figc.

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