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Lo stadio Maracanà durante la finale dei Mondiali 2014 (foto Insidefoto.com)

Non sembrano finire i problemi per il Maracanà. Lo storico impianto di Rio de Janeiro, ristrutturato per i Mondiali 2014, continua a non avere pace, anche dopo il ritorno del calcio giocato.

L’Estádio Jornalista Mário Filho era tornato alla ribalta nelle ultime settimane, stavolta in positivo: lo scorso 8 marzo infatti aveva riaperto le porte per la prima volta dai Giochi Olimpici dell’estate 2016, ospitando la sfida di Copa Libertadores tra i brasiliani Flamengo e gli argentini del San Lorenzo (gara terminata con un netto 4-0 per i padroni di casa).

Una notizia che sembrava porre fine ai problemi economici: nel post-Olimpiade, infatti, lo stadio era stato lasciato in stato di degrado, ridotto in disastrose condizioni di abbandono negli ultimi mesi dovendo fare i conti anche con il taglio dell’energia elettrica. Nonostante questo, però, il Flamengo e il consorzio amministratore dello stadio, Maracana S.A. (controllato quasi interamente dalla società di costruzioni Odebrecht), avevano trovato un accordo per far disputare almeno le gare di Libertadores.

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La cerimonia d’apertura dei Giochi 2016 al Maracanà (foto Insidefoto.com)

Ora, però, emergono nuove difficoltà. Per far disputare il derby tra Flamengo e Vasco da Gama, valido per la Taça Rio, la Odebrecht avrebbe chiesto alle due squadre 1,3 milioni di real brasiliani, pari a poco meno di 400mila euro: una cifra pari a quella già pagata dal Flamengo per la gara di Libertadores, ma ritenuta eccessiva dalle due squadre per la sfida di domenica prossima, che avrebbero dovuto alzare i costi dei biglietti per non andare in perdita.

Al termine della riunione tra le due società, la Odebrecht e la Federcalcio brasiliana, così, non è stato raggiunto nessun accordo. Il derby di Rio sarà quindi disputato allo stadio Nilton Santos, impianto di casa dello stesso Botafogo (che lo ha affittato dal comune di Rio de Janeiro fino al 2027).

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