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“Andrea e’ spinto da una legittima ambizione personale. Lo capisco e non considero la sua decisione un tradimento. Mi limito a osservare che in questi anni ha appoggiato le mie scelte e tante cose le abbiamo fatto insieme”. Cosi’, in una intervista pubblicata oggi sulle pagine del ‘Corriere della Sera’, il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, parla del suo rivale alle prossime elezioni federali, il numero uno della Lega B Andrea Abodi.

“Le differenze tra noi due? Lui e’ un tipo riflessivo e romantico. Io concreto e riflessivo lo sono diventato dopo aver pagato a caro prezzo la mia spontaneita’”, spiega il massimo dirigente della Federcalcio – Abodi ha detto che vuole una federazione piu’ trasparente e meno ruffiana? La sua mi sembra una caduta di stile. In federazione non ci sono ruffiani e neppure ciambellani e faccendieri. Siamo tra le 14 federazioni piu’ trasparenti al mondo”.

L’ex capo dei Dilettanti si aspetta una campagna elettorale “violenta”: “Cercheranno qualsiasi cosa per mettermi in difficolta’, ma sono abituato. Spero che si parli di cose da fare. Pensiamo al calcio italiano e non alle questioni personali. Se sono sicuro di vincere? Sono sicuro solo che ce la mettero’ tutta. Ma so bene che le cose oggi sono in un modo e domani in un altro. Di sicuro non parlero’ di sogni, ma di programmi”.

Tavecchio non considera un suo fallimento la mancata riduzione della Serie A a 18 squadre: “La Lega ci ha anche pensato, ma quelli della parte destra della classifica, piu’ altri quattro club della parte sinistra, si sono opposti. Questa riforma non la voteranno mai. Cambiare e’ impossibile. Forse mi sono illuso. Pero’ non ci siamo arresi. Abbiamo scelto una strada praticabile con una sorta di controllo di qualita’, che andra’ a regime fra tre anni. I conti dovranno essere in ordine, gli impianti a norma. Basta deroghe. Siamo il Paese delle deroghe: sulle luci, sui seggiolini, su tutto”.

Andrea Agnelli, grande oppositore, e’ invece ora dalla parte di Tavecchio: “Abbiamo imparato a conoscerci alle riunioni sulla mutualita’ ed e’ nato un rapporto. Ha detto che votera’ per me e ne sono contento. La Juve continua a chiedere i danni alla Figc per Calciopoli? La Federcalcio era disponibile a trattare per trovare un accordo. Loro pero’ hanno deciso di andare avanti. In ogni caso decidere sulle azioni di rivalsa non spetta a me, ma al Consiglio Federale”.

Incassato il via libera dell’Assoallenatori che ha fatto infuriare il presidente dell’Aic Damiano Tommasi e certo che gli arbitri, con due contendenti in campo, si asterranno, Tavecchio non nasconde i suoi impegni in caso di rielezione: “Continuare il processo di riforme, ragionare sull’introduzione delle seconde squadre e dare impulso al calcio femminile. Siamo un Paese maschilista, ma bisogna capire che il problema si risolve a monte. La Fiorentina, prima nel campionato di serie A, ha recepito bene il nostro messaggio. Con 31 milioni di donne, non e’ possibile avere solo 20 mila tesserate”.

Tavecchio torna anche sulla scelta di Ventura come ct della Nazionale: “Mi ero fatto una lista con papabili, possibili e interessanti. Gian Piero aveva il curriculum migliore per lavorare con i giovani. Meglio lui o Conte? Sono persone diverse, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Ventura e’ piu’ amabile e mi ha aiutato nei rapporti con i presidenti dei club, Conte invece e’ un condottiero. E io credo di assomigliare piu’ a Antonio”. Il 2017 e’ cruciale per gli azzurri, in gioco c’e’ il Mondiale in Russia: “Non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi che l’Italia non ci vada. Il ct. sta facendo un grande lavoro”.

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