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Aurelio de Laurentiis, presidente del Napoli

Non solo calciogiocato ma anche molta politica di Lega nella conversazione registrata a Madrid tra Walter Veltroni e il patron del Napoli Aurelio de Laurentiis al quale viene chiesto se gli dispiaccia il fatto di avere un solo italiano tra i titolari del suo Napoli.

“Non mi dispiace affatto – risponde il patron azzurro – perche’ io sarei per mettere gli italiani in serie B e in serie C, dove farei crescere i nuovi eroi, con un tetto di 25 anni massimo. E lascerei la serie A, che è un’industria, libera come accade in Belgio e in Portogallo di fare qualunque tipo di acquisto di extracomunitari. Piuttosto, mi sembra incredibile che Tavecchio o il nuovo presidente della Fgci possano ammettere l’iscrizione di squadre che hanno i bilanci dissestati”.

Il discorso scivola sulla proposta di istituire una seconda squadra in luogo delle squadre Primavera. “Agnelli ed io eravamo assolutamente favorevoli alle seconde squadre – ricorda de Laurentiis – ma siamo stati ‘segati’ da Lotito che controlla quei 14/15 club minori. Eppure sono le prime sei squadre che fanno vendere il prodotto a Mediaset, Sky e Rai e che fanno la serie A. Altrimenti che venderemmo? Le votazioni non si possono fare solo numericamente. Di questo vive Lotito. Il gioco delle tre carte non si può e non si deve fare, è irrispettoso nei confronti dei tifosi. Bisogna essere onesti alla base”.

Il presidente del Napoli poi indica altre priorità, a partire dagli impianti. “Bisognerebbe fare una nuova legge sugli stadi perche’ la vecchia l’hanno distrutta per colpa del nuovo sindaco di Firenze che ci ha voluto mettere le mani all’ultimo momento per fare un torto alla Sensi e a Lotito”.

“Poi – prosegue elencando le cose di cui avrebbe bisogno il calcio – bisognerebbe creare le condizioni di sicurezza negli stadi e poi dovremmo riuscire a fare il vero campionato europeo con le cinque nazioni più importanti: Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra. Stabilendo – illustra la sua idea – che le prime sei di ogni campionato ogni anno si mettono insieme per fare sessanta partite tra andata e ritorno. Ecco la necessità di ridurre quelle dei campionati nazionali. Una volta negli anni ’80 erano sedici le squadre. Adesso siamo inopinatamente arrivati a venti. Il signor Lotito per farsi bello, perche’ ha interessi in serie B e in serie C, sta pompando a dismisura con l’aiuto delle squadre minori perché si possa dare un paracadute di 65 milioni a quelli che retrocedono. Ma mi auguro che Lotti faccia tabula rasa. Lui mi dice che tante cose non le puo’ fare, ma caro Luca se non fai questo non accade quest’altro. Alla fine facendo cose piccolissime, rimarranno delle piccole cose in un oceano di cose da fare”.

1 COMMENTO

  1. Ma anche no!
    La mia proposta? In rose di 25 giocatori:
    – 2 al max extracomunitari
    – 8 al max “extra-italiani”

    In campo :
    – 1 al max extracomunitario
    – 4 al max “extra-italiani”

    Sennò De Laurentis & co continueranno a comprare e far giocare le peggio ciofeche dai 6 continenti e non emergeranno più i giocatori italiani, con grave nocumento anche e soprattutto per la nazionale.
    Scusate ma mi sembra sotto gli occhi di tutti cosa sia diventato il calcio italiano con finanche partite con 22 stranieri in campo! Quando leggo questi discorso mi viene di rispondere alla Totò: ma mi faccia il piacere!!

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