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Con le gare del terzo round di FA Cup – tradizionalmente giocato nel week end che chiude la prima decade di gennaio – si è aperta anche quest’anno la fase calda del torneo più antico del mondo.

Di questo torneo si parla spesso in Italia quando – non senza qualche ragione – prendono voce i tanti critici della nostra Coppa Italia, che invece scenderà in campo questa settimana.

Ma quali sono gli elementi del successo della FA Cup? Ve li elenchiamo qui perchè l’unicità della coppa sta anche nel saper coniugare successo sportivo ed economico, cosa che per molti puristi del calcio è impossibile, e che invece evidentemente è più che possibile se si attivano i meccanismi giusti.

ORGANIZZAZIONE. A differenza della Coppa Italia Tim che è organizzata dalla Lega Calcio la FA Cup prende il nome della Federazione (come se in Italia si chiamasse Coppa FIGC). Il dato non è indifferente: sportivamente mentre la Lega fa l’interesse dei suoi associati la Federazione è di tutti (e la formula ne è dimostrazione), economicamente invece i club sanno che giocano un torneo in cui la maggior parte dei ricavi della Federazione andranno non nelle loro casse ma allo sviluppo del calcio.

TRADIZIONE. Prima ancora della formula un aspetto fondamentale è quello della tradizione. Si gioca sempre nelle stesse date, sono stati creati dei veri e propri riti collettivi (come il sorteggio del Terzo Round a inizio dicembre in diretta tv), le squadre di Premier League e Championship entrano sempre in gara nella prima decade di gennaio, la finale è tradizionalmente l’ultima partita della stagione in Inghilterra e si gioca a Wembley (che ospita anche le semifinali). La ripetitività, la capacità di creare e conservare tradizioni è sicuramente decisiva.

FORMULA. Dopo una lunga fase di qualificazione a cui prendono parte tutte le squadre della piramide del calcio inglese si entra nel vivo nel mese di novembre quando si giocano il primo e secondo Round della coppa vera e propria con l’ingresso delle squadre (professionistiche) di terzo e quarto livello. Per il terzo round di gennaio sopravvivono solo 20 squadre (quest’anno erano 6 le non professionistiche: 5 di quinto livello più lo Stourbridge di settimo livello) a cui si aggiungono le 44 squadre di Championship e Premier League. Si gioca sempre in partita secca con eventuale replay, fino alla finale.

* la formula è soggetta ultimamente a numerose critiche in particolare da parte dei grandi club che vorrebbero l’abolizione del replay per non avere tropper partite da giocare. A ben vedere una novità che agevolerebbe i piccoli: prendiamo l’esempio del Liverpool fermato domenica ad Anfield sullo 0-0 dal Plymouth (League 2). Più facile che questi ultimi possano eliminare i Reds ai rigori o nei prossimi 90′ che dovranno giocare sul loro campo?

DIRITTI TV E SPONSOR. Nell’aprile scorso BBC e BT Sport hanno rinnovato l’intesa per la trasmissione delle partite (solo alcune, non tutte) fino al 2021. Il nuovo accordo è una proroga dell’esistente intesa da 200 milioni di sterline stipulato nel 2013. Va ricordato inoltre che la FA incassa altri 30 milioni dalla Emirates in qualità di title sponsor di quella che ufficialmente è la Emirates FA Cup.

A far molto ruomore, poi, è stato il contratto record con le società di marketing Pitch International e IMG per la trasmissione internazionale della FA Cup da 820 milioni di sterline. In Italia viene trasmesso da Fox Sports. La FA ha confermato la firma del nuovo contratto, che entrerà in vigore nella stagione 2018-2019 e sarà valido per sei stagioni.

* aggiungiamo qui una doverosa postilla: i diritti tv hanno un valore molto alto anche perchè il sorteggio integrale permette di avere ad ogni turno delle partite molto importanti. Venerdì ad esempio la BBC ha scelto di trasmettere West Ham – Manchester City e ogni turno avrà sfide di primo piano, date dal caso, ma pressochè garantite.

PREMI. Altri soldi a pioggia sui grandi club? Decisamente no. Ai vincitori finali vanno 3,4 milioni di sterline totali a cui si aggiunge una percentuale dell’incasso della finale (per il Manchester United dell’anno scorso si parlava del 45%). Il dato è confermato anche quest’anno. La finalista prende 900 mila sterline in meno. Questo a dire che rispetto agli oltre 100 milioni che garantisce la Premier League, qui di fatto i club giocano per un torneo in cui l’aspetto economico non è certo prioritario. A prevalere è il blasone, anche se non si può tacere del fatto che – come pare tuttavia naturale – nei primi turni vi è ampio turn over in quasi tutte le squadre di Premier League.

Di seguito i premi alle squadre partita per partita (i valori, in vigore nella scorsa stagione, sono stati confermati quest’anno, un aumento potrebbe arrivare a partire dal 2018-2019 con gli introiti internazionali del nuovo accordo):

Vincitori turno extra preliminare (184) £1,500
Vincitori turno preliminare (160) £1,925
Vincitori primo turno qualificazione (116) £3,000
Vincitori secondo turno qualificazione (80) £4,500
Vincitori terzo turno qualificazione (40) £7,500
Vincitori quarto turno qualificazione (32) £12,500
Vincitori primo turno (40) £18,000
Vincitori secondo turno (20) £27,000
Vincitori trentaduesimi di finale (32) £67,500
Vincitori sedicesimi di finale (16) £90,000
Vincitori ottavi di finale (8) £180,000
Vincitori quarti di finale (4) £360,000
Vincitori delle semifinali (2) £900,000
Sconfitti in semifinale (2) £450,000
Sconfitti in finale (1) £900,000
Vincitori della finale (1) £1,800,000

 

CALCIO MINORE. Il vero valore della FA Cup, alla luce di quanto appena detto, è l’introito realizzato dalla Federazione inglese che come visto viene distribuito in quota minore ai club. Due le cose che risaltano a tal proposito:

  • la prima è che nell’accordo dei diritti tv con BBC e BT Sport la Federazione ha incluso anche la trasmissione di calcio femminile, ovvero ha incluso nel pacchetto un prodotto appetibile ad un prodotto che sarebbe stato marginalizzato.
  • la seconda è che grazie agli introiti della FA Cup è stato varato un pacchetto da 260 milioni di sterline che entro il 2020 andrà a finanziare nuovi interventi infrastrutturali in tutto il paese, in particolare la costruzione di nuovi centri sportivi.

A conti fatti non si può che vedere la FA Cup come una competizione che viene disputata soprattutto per il bene del movimento calcistico nazionale.

Gli introiti per i grandi sono ridotti rispetto all’ordine di grandezza a cui sono abituati, ma nonostante questo l’impegno rimane, la coppa resta il torneo nazionale più prestigioso al mondo e la tradizione aiuta di anno in anno a incrementarne il fascino.

Fare business e promuovere sport e sportività insieme è possibile? Nel 2016 il modello della FA Cup con tutte le sue peculiarità sembra poter dare una risposta positiva.

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