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epic serie a

C’è un club di calcio di Serie A, il cui nome è ancora ignoto, che sta collocando un mini bond da 10 milioni di euro su Epic, società di intermediazione fondata da Andrea Crovetto, già vice direttore generale di Unicredit.

Secondo quanto riporta il quotidiano Milano Finanza, il bond sarà a 7 anni con cedola 7,5% ed avrà una struttura cosiddetta “amortizing”: prevederà un rimborso periodico del capitale, con due anni di periodo di grazia. L’emissione del bond rappresenta la volontà della piattaforma fintech di puntare sul calcio, visto che questa operazione sarebbe solo la prima: altre società di calcio potrebbero presto essere coinvolte.

Attualmente, l’unica società di Serie A ad emettere un bond è stata la Roma: parliamo di quello da 200 milioni di euro risalente a febbraio 2015. Ai giallorossi stava per succedere l’Inter, con il progetto di emissione di un bond da 300 milioni di euro poi sfumato: lo scorso marzo, Inter Media and Communication (la società controllata dall’Inter cui fa capo il debito del club) aveva momentaneamente congelato il progetto di rifinanziare l’indebitamento. La decisione era stata presa al termine di un road show in Asia, da cui non sarebbe emerso un grande interesse da parte degli investitori. Secondo quanto emerso di recente, però, l’Inter starebbe ripensando al progetto.

Il progetto di Epic

Nel dettaglio, Epic utilizza un metodo preciso per distinguere i club di calcio in due categorie distinte. Da una parte ci sono i club della categoria “Incubator”, dall’altra i “Pure Soccer”. I primi sono quelli che basano il proprio fatturato sulle plusvalenze, avendo quindi meno sponsor da ricavi causa brand meno riconoscibile; allo stesso tempo, tali club hanno una gestione economica più profittevole, perché poggiano su maggiore equilibrio in fase di investimenti nel calciomercato. I Pure Soccer sono invece quei club che basano il proprio business sull’incremento dei risultato economici basati sulle prestazioni in campo.

Gli “Incubator” sono quindi quelli che, per Epic, rappresentano meglio una società che possa emettere un mini-bond. Secondo i calcoli della stessa società, un ipotetico bond da 10 milioni permette al club di comprare, con 5 milioni, 100 cartellini di giovani calciatori a 50mila euro l’uno; mentre con gli altri 5 milioni investire in strutture. Facendo leva sulla prima tranche dell’investimento, se si riesce a far crescere nella maniera giusta i ragazzi trovandosi tra le mani almeno un top player, si può realizzare una plusvalenza che ripaga l’investimento. Secondo quanto riporta M&F, la società di Serie A in questione ha già esperienza nella crescita di giovani calciatori e potrà godere del paracadute in caso di retrocessione in B.

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